“L’Emigrato” diventa “Scalabriniani”, ma il bagaglio di un secolo non andrà perduto

Dal 2020 l’Emigrato, storica rivista della congregazione scalabriniana, si presenterà al pubblico rinnovata non solo nella struttura e nei contenuti ma anche nel nome. Sotto la responsabilità della Regione Beato G.B. Scalabrini il periodico confluirà infatti con le sue rubriche nella nuova edizione della rivista Scalabriniani, bimestrale dell’Associazione Scalabriniana Onlus e importante rivista della congregazione.

«La nuova impostazione redazionale è frutto di un riassetto strategico in atto in tutte le aree di azione missionaria – ha dichiarato il direttore responsabile, padre Gabriele Beltrami, responsabile dell’Ufficio Comunicazione Scalabriniani (UCoS) – e permetterà di coniugare lo sguardo sulle attività pastorali delle varie missioni scalabriniane con quelle a carattere sociale e di riflessione scientifica che l’Istituto ha avviato ormai da tempo. Torneremo quindi un po’ alle origini, portando nelle vostre case immagini e racconti del bene che cerchiamo di fare in giro per il mondo».

Nel passaggio nulla andrà perso dell’Emigrato, primo periodico comparso in Italia in tema di migrazioni che, fondato nel 1903 dal beato Giovanni Battista Scalabrini, in origine – anche se per un breve periodo – si chiamava proprio Scalabriniani.

In oltre cent’anni di storia la pubblicazione ha seguito ininterrottamente prima lo sviluppo dell’emigrazione italiana nelle Americhe e negli altri continenti quindi, dagli anni Settanta, l’immigrazione di massa in Italia degli extracomunitari per aprirsi poi all’orizzonte più vasto di tutte le etnie in mobilità in ogni forma di migrazione.

Ora la rivista si rinnova ma continuerà a raccontare con la stessa passione il mondo della migrazione da tanti punti di vista come è stato lo stile dell’Emigrato.

 

Scopri la nuova rivista Scalabriniani

Sfoglia l’archivio della rivista Scalabriniani (2014-2019)

Fonte: scalabrini.net

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