• Maggio 2019

Myanmar, le opere dei salesiani per il futuro dei giovani

La fondazione Opera Don Bosco lavora da anni in Myanmar per offrire un futuro ai tanti giovani che vivono per strada, ai margini della società, in condizioni disumane e senza accesso all’istruzione.

Eugenio Serra – Città del Vaticano

“I salesiani sono in Myanmar da più di 80 anni. Le attività che svolgevano, quando sono arrivati qui, erano prendersi cura degli orfani. Poi, a causa delle guerre non sono più riusciti a continuare est’opera. Adesso abbiamo delle scuole vocazionali, collegi per studenti che vivono con noi durante tutto l’anno”. Lo spiega a Vatican News, don Mark, salesiano che lavora in Birmania

Le attività della fondazione Opera Don Bosco

Tra le opere nel Paese asiatico c’è quella di Myitkyina, nel nord del Paese, una zona colpita da molti conflitti, dove sono ospitati 32 ragazze e 73 ragazzi provenienti da famiglie povere della regione. La fondazione è presente anche con il centro di Chantagon, gestito dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, in cui è stata finanziata la costruzione di un “cortile coperto”, dove i bambini possono ritrovarsi per giocare e studiare, recuperando gli anni scolastici e per imparare, attraverso la formazione professionale, un mestiere.

Myanmar, tra i più poveri dell’Asia

Il Myanmar è un Paese che rimane tra i più poveri dell’Asia, con il 32,7% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà e con un’economia che soffre di decenni di stagnazione, cattiva gestione e isolamento.

[ Audio Embed Ascolta l’intervista a don Mark ].

L’importanza della visita del Papa nel 2017

“La visita del Papa – conclude don Mark – ha coinciso con un’apertura di orizzonti per i cristiani, specialmente i cattolici. La visita del Papa in Myanmar nel 2017 è stata l’inizio di una maggiore conoscenza reciproca tra buddhisti e cattolici. Per sottolineare l’importanza della visita del Papa voglio raccontare questa vicenda: una chiesa guidata dai salesiani a Yangon era stata chiusa per motivi di fede, e prima che il Papa venisse abbiamo chiesto che fosse riaperta, e infatti la sua visita è stata l’opportunità per riaprirla. Questa è una cosa visibile, specialmente per noi salesiani”.

Fonte: vaticannews.va

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