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Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori

Inizia martedì 19 marzo 2019, alle 14.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) un ciclo di incontri sul tema “Religions and social integration in the Euromediterranean context”.

Le appartenenze e le identità religiose sono un elemento ineludibile nelle società globalizzate: sono in grado di orientare scelte, indurre comportamenti, creare condizioni di coesione o, viceversa, innescare conflitti, come purtroppo dimostra anche la cronaca di questi giorni.

Conoscerne dinamiche e meccanismi, sia nella storia sia nel presente, può contribuire a individuare strumenti e soluzioni per una migliore integrazione dei diversi gruppi.

Il ciclo di incontri “Religions and social integration in the Euromediterranean context” presenta prospettive diverse di un tema così complesso, grazie all’intervento di studiosi ed esperti.

Nel primo incontro, martedì 19 marzo alle 14.00, Il Prof. Ardian Ndreca, della Pontificia Università Urbaniana, parlerà di “Laicità e riconoscimento dei non credenti come interlocutori: un percorso storico-culturale”.

Introduce: Prof.ssa Renata Salvarani, dell’Università Europea di Roma.

Discussant: Prof. Alessio Tommasoli, dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum.

In questo ciclo di incontri il riconoscimento della laicità e il dialogo con i non credenti da parte di gruppi religiosi sono analizzati come percorsi storici di riforma e di apertura, all’interno di tradizioni culturali e politiche diverse.

Il Mediterraneo antico e tardo antico si pone come “caso” di società complessa in grado di contemplare al suo interno un sistema variabile di politeismi, aperto a molteplici apporti esterni, ma non immune da contrasti.

La forma delle città globali, la creazione di quartieri a composizione etnica e religiosa prevalente, l’uso di spazi pubblici aperti da parte di gruppi diversi, l’utilizzazione del patrimonio culturale come elemento di coesione sono al centro di un confronto che considera non solo elementi urbanistici, ma soprattutto componenti culturali e identitarie.

Infine, il rapporto fra sistemi scolastici e insegnamento delle religioni è oggetto di un confronto fra modelli europei e di una presentazione delle modalità di insegnamento della religione cattolica all’interno dell’ordinamento italiano. (C. Climati)

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