• Maggio 2019

I numerosi travestimenti del male: una riflessione francescana per la “24 ore per il Signore”

“24 ore per il Signore” è un’iniziativa di papa Francesco per la Quaresima, che pone al centro della pastorale della Chiesa il sacramento della Riconciliazione. Il Santo Padre la apre con una celebrazione penitenziale nella Basilica di San Pietro, dopo la quale le chiese di tutta Roma rimangono aperte per 24 ore per l’adorazione eucaristica e per il sacramento della Riconciliazione, che può essere celebrato nel corso di questa giornata speciale.

 

Le diocesi, le parrocchie e le comunità religiose di tutto il mondo sono invitate ad adattare l’iniziativa alla situazione e alle necessità locali.

Si pregano gentilmente i frati dell’Ordine di voler condividere l’esperienza delle loro comunità della 24 ore per il Signore con il Segretariato generale per le missioni e l’evangelizzazione in evangen@ofm.org. Tutte le risposte saranno trasmesse alla Santa Sede.

Mentire a noi stessi

Sono stato confessore per più di 43 anni. Da tempo ero arrivato alla conclusione che, sebbene diamo nomi diversi al peccato, ed è giusto, tutti hanno la medesima radice: dire a noi stessi una bugia riguardo alla tentazione che ci sta di fronte. Di solito ci raccontiamo che renderà la vita più facile, e insieme a questo che le strade di Dio sono troppo difficili, assorbono troppo tempo e troppe energie, ecc.

Le bugie più pericolose non sono quelle che una persona dice ad un’altra, probabilmente, ma piuttosto quelle che una persona dice a se stessa. Quelle dette ad altri alla fine possono venire allo scoperto. Quelle dette a se stessi, tuttavia, sono molto, molto più difficili da rimuovere perché da esse dipende molto di noi. Le persone sono inclini a “proteggere il loro investimento”, anche se fondato su una bugia.

La migliore difesa contro la tentazione è dire a se stessi la verità tutta intera, cosa spesso difficile, ma sola via alla libertà autentica. Sopra la menzogna non si può costruire niente che abbia valore e duri nel tempo.

Quando diciamo la verità a noi stessi con costanza, la tentazione inizia a perdere attrattiva e mordente, mentre la vita virtuosa cessa di apparire tanto difficile. Una qualche forma di tentazione non scomparirà mai. Si può essere tentati di dire a se stessi: “Vai avanti, non è un gran problema. Nessuno ne avrà del male”, ma alla fine lo splendore della verità di Dio sempre metterà in luce la menzogna, per quanto piccola possa essere.

Una lezione di San Francesco

Una volta c’era un frate tanto pio che non parlava mai, neppure per confessare i peccati. Quando lo seppe, Francesco ordinò al frate di andare a confessarsi. Questi rifiutò e, alla fine, lasciò i frati e ritornò a una vita empia. Quello che era sembrato un voto ‘santo’ di silenzio si dimostrò un esercizio molto iniquo di orgoglio. Quel frate aveva mentito a se stesso sulla propria mancanza di peccato e sull’importanza del suo voto di silenzio. Il male ha molti travestimenti.

Non è una grande novità che tutti siamo peccatori, ma disgraziatamente per alcuni lo è il fatto che il male sia terribilmente astuto e spesso cerchi di nascondersi dietro pratiche in apparenza sante, come in questo caso il voto di silenzio.

Il sacramento della Riconciliazione è un momento per “dire solo la verità” e così vivere più profondamente nella grazia e nella libertà in cui siamo stati creati. Dio Padre, Figlio e Spirito Santo sono in continua comunicazione di vita dicendosi l’un l’altro la verità.

Delle 24 Ammonizioni date da San Francesco ai frati, molte sono incoraggiamenti a vivere la verità più profonda della loro vita insieme in Cristo, nell’onestà e nella libertà più grandi e, perciò, anche nel più grande spirito di servizio, l’uno verso l’altro e verso il resto del popolo di Dio.

“Benedicimi, Padre, perché ho peccato”: è un’invocazione che può metterci in un percorso di rigenerazione della nostra sublime dignità in quanto persone amate da Dio e destinate a partecipare a una vita di libertà in continua espansione radicata nei Suoi valori.

 

Fr. Pat McCloskey

Fr. Pat è membro della Provincia St. John the Baptist (USA), incaricato di “St. Anthony Messenger” in qualità di editor e segretario esecutivo della Conferenza OFM di lingua inglese (ESC).

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