• «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19)

Il dramma dei migranti dal Centro America. Parlano gli scalabriniani

Su Vatican News e AgenSir il racconto dei padri Rigoni e Murphy, impegnati in Messico nell’accoglienza delle carovane provenienti dal Centro America. In Guatemala troviamo invece i padri Verzeletti e Barilli, nominati personaggi dell’anno da Prensa Libre.

Padre Flor Maria Rigoni e padre Patrick Murphy: due missionari scalabriniani impegnati al servizio dei migranti in Messico. Negli ultimi giorni entrambi sono stati chiamati a raccontare la drammatica situazione vissuta dai migranti che compongono l’ormai tristemente nota carovana che sta attraversando il Centro America.

In Guatemala troviamo invece padre Ademar Barilli e padre Mauro Verzeletti, che il periodico guatemalteco Prensa Libre ha nominato personaggi dell’anno per il servizio svolto nelle strutture di accoglienza da loro dirette

Padre Rigoni: “È una situazione di una violenza spietata

Padre Flor Maria Rigoni, già direttore della Casa del Migrante di Tapachula, oggi dirige la Scuola di Arte e Oficios di Tapachula, Ciudad de México e Guadalajara. «Le periferie sono in marcia – ha dichiarato a Vatican News – Non si può parlare di una carovana perché sono state almeno quattro (…).

Per il Centro America e l’Honduras ormai non possiamo più parlare di migranti economici, è una migrazione generalmente di sopravvivenza. Lo riassumo con una frase di una donna, di una mamma che mi ha lasciato senza parole: “Padre, non si dimentichi che là dove vivo io – era del Salvador – ogni mamma porta sulle sue spalle la sua bara perché ogni momento e ogni luogo può essere il suo cimitero”. È una situazione di una violenza ormai spietata, senza volto».

Padre Murphy: “È ora che tutti abbiano le opportunità che meritano

Padre Patrick Murphy è il direttore della Casa del Migrante di Tijuana: «Prima dell’arrivo della carovana – ha dichiarato nell’intervista pubblicata da Zeta Tijuana.com, ripresa in Italia anche da AgenSir – la maggior parte degli ospiti erano messicani che erano stati deportati. (…) Ci stiamo prendendo cura di coloro che chiedono asilo e organizziamo un programma speciale per aiutarli a ottenere un lavoro in città e i documenti necessari».

La carovana dei migranti ha determinato un cambiamento nella composizione degli ospiti della Casa del Migrante di Tijuana, la struttura scalabriniana d’accoglienza in Messico: le persone accolte sono per il 90% richiedenti asilo che fanno parte della carovana.

«Iniziamo il 2019 con molta forza e progetti per l’anno che si apre, tra cui quello di sostenere i membri della Carovana dei migranti per l’integrazione in Messico mentre aspettano il loro turno per entrare negli Stati Uniti – ha dichiarato padre Murphy – È ora che tutti e tutte abbiano le opportunità e la tranquillità che meritano».

Fonte: scalabriniani.org

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