• «L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio» (Rm 8, 19)

La cura dei missionari Guanelliani verso i disabili in Africa

Scuola e lavoro: su queste linee i padri dell’Opera don Guanella portano avanti da otto anni un progetto di evangelizzazione e carità a favore dei giovani disabili ad Adidome, nella diocesi di Keta-Akatsi, nel Ghana orientale, ai confini con il Togo. Quello della disabilità è un grave problema per l’Africa. Secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità, nel continente vivono tra i 60 e gli 80 milioni di persone con handicap di diversi tipi, causati da malnutrizione, malattie, disastri naturali, incidenti stradali e industriali, conflitti. Si stima che i disabili siano circa il 10% della popolazione africana, ma probabilmente sono fino al 20% nelle regioni più povere. Solo il 10% di essi si iscrive a scuola. La maggior parte dei disabili è quindi esclusa dal lavoro ed è costretta a vivere mendicando.
In questo contesto, i religiosi guanelliani sono una delle poche realtà che si prendono cura dei portatori di handicap offrendo loro cure, riabilitazione e accompagnamento con corsi e piccole attività lavorative. In Ghana, il progetto è stato avviato nel 1996. In quell’anno i guanelliani subentrano ai padri comboniani nella gestione di una scuola professionale ad Abor. Qui insegnano un mestiere ai ragazzi disabili. Allora – spiegano i religiosi a Fides – “avevamo a che fare soprattutto con vittime di incidenti stradali e malati di poliomelite. Oggi, grazie alla diffusione dei vaccini, la polio sta sparendo ma, purtroppo, gli incidenti sono ancora numerosi e fanno numerose vittime”.
Nel 2010 una anziana signora si rivolge a p. Giancarlo Frigerio, uno dei missionari guanelliani attivi nella scuola, e gli chiede di prendersi cura di due dei suoi sette figli, entrambi disabili. Nasce così una comunità in cui sono accolti i due ragazzi.
Poco dopo, l’Associazione amici del Ghana, una piccola organizzazione della provincia di Como (Italia), dona all’Opera don Guanella un terreno con una casa e una falegnameria ad Adidome, poco lontano. I religiosi decidono di trasferire in loco la comunità dei disabili che nel frattempo è di sei ospiti. Con il tempo il numero degli ospiti cresce e oggi sono circa 20 persone, con disabilità medio-gravi a livello cognitivo e fisico. Ad assisterli vi sono tre sacerdoti guanelliani, alcuni giovani e sei dipendenti, oltre a volontari che arrivano periodicamente.
La principale attività dei ragazzi disabili è frequentare la scuola speciale: seguono corsi che li aiutano a mantenere e a potenziare le loro capacità. “Il primo obiettivo – spiegano i guanelliani – è renderli autonomi. Insegniamo a prendersi cura di loro stessi, lavandosi, vestendosi senza aiuto, curando il proprio letto e il proprio armadietto”. Chi può viene avviato anche a una attività lavorativa: lavorano nell’orto, accanto al personale, accudiscono gli animali da cortile. Periodicamente vengono poi inviati alle loro famiglie per tenere vivo un legame di affetti.
Dopo un iniziale periodo di diffidenza, la gente locale del villaggio, riferiscono i missionari, oggi “ha compreso l’importanza del nostro lavoro e ha iniziato ad aiutarci. La famiglie del posto vengono a celebrare con noi le principali festività, si è creato un clima di amore e solidarietà verso i pazienti. E’ un prezioso risultato che ci permette di continuare con maggior slancio la nostra opera di carità evangelica”.

Fonte: fides.org

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