Roma, 17 novembre 2018: Saluto alle Famiglie Carismatiche a nome della UISG: Sr. Elisabetta Flick

Sabato 17 e domenica 18 novembre, presso i Fratelli delle Scuole Cristiane – Via Aurelia, 476 – Roma, si è tenuta l’Assemblea dell’AMCG-Famiglie Carismatiche. Nel primo pomeriggio di sabato 17 era previsto il saluto di Sr. Elisabetta Flick a nome della UISG e della USG. Ecco il testo con le sue parole, molto apprezzate dall’Assemblea.

Porto il saluto delle due Unioni Superiori e Superiore Generali, in particolare i saluti della Presidente della UISG, sr. Carmen Sammut e quelli della Segretaria esecutiva sr. Patricia Murray e del Padre David Glenday segretario della USG. Sta loro molto a cuore questo cammino di formazione per crescere insieme, essere in comunione non solo all’interno di ogni famiglia carismatica, ma tra le diverse famiglie carismatiche…

E’ una delle priorità dell’Unione quella di creare relazione tra le diverse famiglie religiose, e il cammino di crescita e di formazione che questo gruppo sta compiendo, è un’esperienza chiave, preziosa per il futuro della vita consacrata.

Il titolo scelto per questa due giorni è un titolo molto bello “Fedeltà creativa per servire profeticamente”. È un titolo provocatorio… non sempre riusciamo a mettere insieme fedeltà e creatività… quando pensiamo a fedeltà, come conservazione, mantenimento… con il rischio di immobilismo… ma i due termini “creatività” e “profeticamente”  esprimono la realtà del carisma, che non è, come ricorda sovente Papa Francesco, un oggetto da museo, da chiudere in vetrina e conservare gelosamente, o in una bottiglia, per distillarlo goccia a goccia, ma  è qualcosa che cresce e si sviluppa, e assume sfaccettature e colori diversi a seconda della luce che riceve, del luogo in cui si radica e s’incarna…, il carisma di ogni Famiglia cresce, si sviluppa… e più si espande e più diventa bello…. così come sta crescendo  e sviluppandosi il carisma delle famiglie carismatiche… perdonatemi il gioco di parole

Ogni volta che sono venuta ho trovato una partecipazione un po’ più numerosa… e porto

con me questa impressione di una crescita della Famiglia delle Famiglie, come un espandersi a macchia d’olio…

E’ bello sentire non solo che la Famiglia cresce, e crescendo  diventa sempre più visibile il desiderio di allargare lo spazio della tenda…di  mettere insieme… non solo i membri di una stessa famiglia, riconoscendo a ciascuno il suo ruolo specifico e il suo valore, ma di più famiglie… e questo è molto importante in un tempo in cui a poco a poco si ha la sensazione che prenda sempre più piede un individualismo disgregante, che si faccia sempre più strada la politica del difendere il proprio territorio,  rischiando così di compromettere l’unione dei paesi, si alzano i muri si intensificano le frontiere…

Vengo dal forum mondiale delle migrazioni, dove, se da un lato era sconfortante prendere coscienza di questo fenomeno a livello mondiale innalzando muri, tagliando ponti, schierando soldati, era altrettanto bello vedere l’impegno assunto dalla Chiesa, di tante famiglie religiose, con tutte le loro componenti di laici e consacrati partecipare ed impegnarsi attivamente e concretamente per la costruzione di un mondo più giusto e più umano, attraverso l’impegno quotidiano di presenza accanto a quell’umanità ferita che arrivava in carovana dall’Honduras….

Se si uniscono le forze dell’amore si può diventare una marea dirompente….

 

Mi sembra di intuire nel cammino di formazione che si sta compiendo, alcuno elementi che per me assumono un rilievo particolare, ne cito due. Li prendo dai testi che il comitato promotore mi invia regolarmente e di cui ringrazio vivamente.

Il primo è la percezione di un ampliamento del concetto di vocazione… e di conseguenza del discernimento vocazionale, una visione riduttiva del termine “vocazione” crea un forte pregiudizio nei giovani, che vedono nella pastorale vocazionale un’attività finalizzata esclusivamente al “reclutamento” di sacerdoti e religiosi. A partire da questo immaginario ecclesiale condiviso, vi è quindi la necessità di mettere le basi per una “pastorale giovanile vocazionale” di ampio respiro capace di essere significativa per tutti i giovani.

Aiutare un discernimento che vada al di là di quello che possiamo desiderare noi per la persona, che magari vedremmo molto bene nella nostra congregazione… ma una chiamata alla libertà dell’amore e un discernimento conseguente…

Mi piace rilevare un termine ritrovato nella testimonianza di Mons. Alejandro Giorgi che parla di “sfida agricola” e mi tornano in mente la parole di san Paolo: Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che fa crescere. Ora né chi pianta, né chi irriga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere….  uno semina, una irriga, e un altro raccoglie, noi siamo vignaioli nella vigna del Signore…. invitati a seminare, coltivare, irrigare… perché la vocazione va seminata, discernita e accompagnata.

Il secondo punto che mi colpisce pensando allo sviluppo delle famiglie carismatiche di oggi e di domani… è la presa di coscienza che, “il centro non è l’istituzione o l’associazione (dei consacrati, consacrate, laici o sacerdoti), ma il CARISMA da vivere e testimoniare in comunione e collaborazione, gestendolo non da proprietari, ma da servitori del Vangelo nella Chiesa”.

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