• Maggio 2019

Camilliani: XXI Incontro panamericano di formatori e animatori vocazionali

La grande novità dell’incontro annuale panamericano dei formatori è che si tratta di un’esperienza di responsabilità e costanza nel campo della formazione permanente e della condivisione interprovinciale, essendo iniziati questi incontri nel 1997 e mai si sono interrotti, eccetto nel 2017 per l’incontro mondiale della formazione a Roma. Si tratta di un appuntamento annuale unico nel mondo camilliano che sicuramente ha portato e continua a portare frutti di crescita nella qualità dei formatori alla vita religiosa camilliana.

L’incontro è stato realizzato quest’anno in Cile, nella piccola delegazione della Provincia Romana dove vivono 4 religiosi e un postulante tra il 24 e il 28 settembre 2018, ospitati dal seminario diocesano San Pedro apostol di San Bernardo. Hanno partecipato 15 membri della grande Famiglia Camilliana, rappresentanti della Casa Generalizia di Roma (1), di Stati Uniti (1), Messico (1), Colombia (2), Perù (3), Argentina (1), Brasile (2), Cile (4). Il tema assegnato è stato l’accompagnamento, che si è sviluppato alla luce della linea dello “Sviluppo umano integrale” di cui si parla oggi nella Chiesa. Nelle conferenze si è considerata la dimensione integrale della spiritualità e dell’antropologia (l’identità finale del giovane di oggi) per arrivare a stili di accompagnamento che favoriscono la crescita e, soprattutto, la gestione dei giovani di oggi e delle loro problematiche; un incontro nuovo anche per i contenuti presentati da esperti che hanno mostrato l’importanza di prevenire in modo personalizzato gli scandali post-consacrazione (per non aver intarnalizzato i valori) e gli errori che i formatori fanno nell’accompagnamento.

L’incontro è iniziato con l’intervento di P. Laurent Zoungrana, Vicario Generale dell’Ordine e responsabile della formazione, sul nuovo Regolamento di formazione del 2018, quindi è seguito l’intervento del Padre gesuita Larry Yèvenes sulle sfide attuali dell’accompagnamento spirituale. Il primo giorno si è concluso partecipando all’ordinazione diaconale del camilliano cileno Basil Darker, nella città di Santiago. Il secondo giorno hanno esposto il P. Marcelo Lamas, provinciale della congregazione San Viator, sul processo di discernimento nell’accompagnamento vocazionale e di formazione, quindi Sr. Celite Frare, Ministra degli infermi missionaria in Cile, psicologa, ha mostrato gli errori più comuni dei formatori e formatrici e l’importanza di prendere coscienza di essi. Terzo giorno è stato di convivenza con una gita a Isla Negra, in una casa di Pablo Neruda, premio nobel di letteratura per entrare in contatto con la cultura cilena e la creatività dell’arte letteraria in un uomo che ha fatto di questa il senso della sua vita.

Quarto giorno la psicologa Ana Contreras ha parlato dello sviluppo delle abilità del formatore con dinamiche che hanno coinvolto i partecipanti per prendere coscienza di ciò che vive il formando e il formatore nei casi di mancanza di intelligenza emozionale. P. Eduardo Morante, licenziato in spiritualità e Viceprovinciale del Perù ha esposto quali sono gli strumenti spirituali nell’accompagnamento e P. Pietro Magliozzi, dottore in teologia pastorale sanitaria, ha presentato come un accompagnamento non inserito in uno sviluppo umano integrale non serve né per fare una buona diagnosi né per un appropriato e completo trattamento in caso di blocchi dello sviluppo. La notte del quarto giorno ha visto il cantautore Leonardo Caro con la figlia Dominga Jesus in un viaggio per il Cile con canti folklorici delle varie zone e diapositive dei vari paesaggi. L’ultimo giorno è stato utilizzato dal don Robin Saez, licenziato in filosofia, rettore del seminario diocesano di San Bernardo, per presentare, attraverso l’Instrumentum laboris del nuovo sinodo dei giovani 2018, la situazione e la cultura dei giovani nel mondo di oggi, per adeguare il modo di fare promozione vocazionale.

La logica per costruire questa settimana di formazione permanente per formatori camilliani è consistita in un approccio induttivo: partire dall’esperienza di chi vive con i giovani e vede le loro difficoltà così come le difficoltà del formatore (e non partire dalla norma assoluta, né dallo psicologismo, né dallo spiritualismo disincarnato) per risolverle; usare metodi di tipo scientifico (obiettivi e interdisciplinari), metodologie di tipo pastorale (pratiche e non di puri principi, valori e concetti intellettuali astratti) per adattarsi alla situazione particolare del giovane di oggi e incontrare una soluzione, la più umana e adeguata possibile. Tutto ciò deve essere inserito in un terreno di tipo spirituale e antropologico che produca una crescita naturale, umana e spiritual/divina (lo sviluppo umano integrale). La logica, in sintesi, è partire dall’uomo concreto (nel centro) e poi usare scienza, pastorale, interdisciplinarietà, spirito, identità antropologica, principi magisteriali, per terminare con lo studio e l’applicazione del regolamento camilliano.

La relazione del P. Laurent Zoungrana ha mostrato in quali punti il Regolamento di formazione 2018 si differenzia dall’anteriore. Ha seguito un lavoro per gruppi dove sono uscite varie osservazioni. Negli articoli 47 e 52 dove si parla di comunità interprovinciale è importante lavorare previamente gli shock culturali (con viaggi di conoscenza sin dalla fase di formando, esperienze e progetti comuni, studi). Nell’articolo 57 si chiede una frequenza quotidiana con i malati nel noviziato, e poi? Gli articoli 13 e 14 ripropongono il tema di orientazione a padre e fratello, un tema sempre aperto; nell’articolo 87 dove si dice que il fratello deve studiare lo stesso iter del padre c’è stata discussione sull’opportunità o meno, e P. Laurent ha spiegato che la base degli studi è comune, poi il fratello farà la sua specializzazione, l’importante è non abbassare il livello culturale del fratello. Si è commentato che il Regolamento di formazione rappresenta un ideale a cui tendere (come il Vangelo) e soprattutto serve per la formazione permanente, toccherà ad ogni comunità formativa svilupparlo, studiarlo e farlo proprio. Si è parlato poi sulla differenza terminologica di aspirantato (o prepostulantato o propedeutico) e postulantato (quando il soggetto entra a vivere in comunità). Il n. 81 ha fatto riflettere sul progetto personale inserito in direttive e obiettivi chiari per tutti. Il clima del Regolamento è quello di creare una formazione di discernimento (non poliziesca) e pratica (non solo di informazioni e concetti).

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Fonte: camilliani.org

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