Pallottini – Nel perdere se stessi, ci si ritrova. L’avventura missionaria sulle colline peruviane

“Ecco sui monti i passi d’un messaggero, un araldo di pace! “(Nahum 1:15). Nel corso dei secoli, varie Congregazioni religiose hanno stabilito la loro presenza sulle montagne del Perù mentre i Pallottini solo da cinque anni. Tuttavia, in tutti i viaggi benedetti dal Signore per il Suo popolo, Egli è oltre il tempo, quindi le mie parole desiderano esprimere le sfide comuni quando si intraprendono iniziative missionarie in terre lontane.
Cosa fai come Superiore se un Arcivescovo, permeato dal mite ed umile cuore di Gesù, ti supplica di aprire una missione nella sua diocesi, perché il popolo di Dio è abbandonato e senza cure pastorali? Questo è il “seme di senape” della nostra missione peruviana. Nel testimoniare l’umiltà dell’Arcivescovo, ho assistito alle beatitudini; testimoniando il suo amore per le sue pecore, ho assistito alla presenza del Buon Pastore. Questi atti insieme con la sua fiducia solo in Dio, mi hanno interrogato e spinto a fare di tutto per aprire una nuova missione.
Ogni nuova impresa missionaria richiede personale, denaro e un’abbondanza di benedizioni dal Buon Dio. Ogni buon economo o segretario della missione sarà il primo a indicare le spese necessarie al Provinciale o Superiore Generale. Questo ci spinge ad essere realistici e prudenti.

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