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Situazione del Carmelo in Venezuela

Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto da P. Daniel Rodríguez, Delegato Generale dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi del Venezuela, una lettera dal titolo significativo: “Venezuela, un paese per piangere”; in essa, P. Daniel ci informava della situazione di emergenza che il Venezuela sta vivendo e di come i Carmelitani cercano di aiutare i più colpiti dalla crisi.

Nella lettera, P. Daniel sottolineava il fondamento morale e spirituale della “notte” politico-sociale in cui il paese si trova sprofondato. La situazione può essere definita, a giudizio del nostro confratello, una “anarchia vorace”, dove il crimine e la delinquenza si fanno strada in mezzo a una società sempre più impoverita, senza poter intravvedere una via d’uscita a una situazione in cui a tanti manca un adeguato sostentamento, mentre scarseggiano gli alimenti e le medicine necessarie, come pure altri mezzi per portare avanti un’esistenza dignitosa.

In questo panorama desolante, i nostri fratelli e sorelle cercano di farsi in quattro per aiutare gli altri, anche quando devono sopportare alcune penurie: mancanza di qualunque combustibile, necessario anche solo per cucinare; le interruzioni di elettricità sono continue e prolungate, per cui, per esempio, le nostre consorelle di Maracaibo devono sopportare temperature tra 42 e 50 gradi centigradi, senza il sollievo di ventilatori elettici.

Dalla Curia Generale, come anche dalla famiglia carmelitano-teresiana di Colombia, Brasile, Panama, Repubblica Dominicana, Perù, Cile, Spagna, Argentina e CITeS di Avila (Spagna), ricevono aiuti di diverso genere, che hanno consentito loro di distribuire alimenti e medicine ai più sfortunati. Il Carmelo Secolare tiene aperta una mensa a Mérida, nel quartiere povero di “El Salado”, ma può offrire un solo piatto di cibo alla settimana.

Il testo integrale della lettera, di cui abbiamo dato qui un brevissimo riassunto, si trova in spagnolo nella sezione Notizie della stessa lingua.

Fonte: carmelitaniscalzi.com

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