• Maggio 2019

VATICANO – Assemblea POM: La comunicazione nelle reti richiede da tutti una autentica conversione

Pauline Jaricot, fondatrice dell’Opera per la Propagazione della Fede, può essere considerata la pioniera della rete, perché aveva capito, a solo 19 anni, che “uno dei grandi problemi vissuti dai missionari nei paesi di missione erano i limiti economici… Sapeva che non c’è nulla di più potente della forza generata da reti di persone unite dallo stesso ideale… Aveva semplicemente capito la forza delle reti sociali. Ha dato vita al primo social network globale.” Così si è espresso il dott. Jesus Colina, presidente e direttore editoriale di Aleteia, durante la sua conferenza dal titolo: “Rivoluzione digitale, sfide e opportunità per l’animazione missionaria” all’Assemblea Generale delle POM, che ha iniziato i suoi lavori ieri alla Fraterna Domus di Sacrofano, vicino Roma (vedi Fides 05/25/2018).
Il dott. Colina interpellando i presenti su cosa farebbe oggi Pauline Jaricot nell’era di Facebook, Instagram, WhatsApp, il web … ha risposto che “la sua capacità di creare reti sarebbe potenziata in maniera esplosiva”. Quindi ha presentato alcuni dati significativi sull’uso di Internet e dei social network e sulle loro implicazioni antropologiche, affermando che “siamo di fronte ad un immenso impatto antropologico”, per cui è necessario chiedersi: “In che modo tutto ciò influisce sul lavoro missionario della Chiesa?”. Colina ha richiamato l’attenzione su “Come rendere Dio presente nella rete? Come risvegliare l’impegno missionario?”. “Frequentemente troviamo persone battezzate che riconoscono che vorrebbero condividere la loro fede, ma confessano che non sanno come farlo” ha affermato Colina. Queste persone possono diventare missionarie attraverso le reti “se qualcuno le aiuta: se vengono loro presentati contenuti interessanti, facili da condividere”.
“La comunicazione nelle reti – ha continuato – richiede a tutti una conversione autentica, che nel nostro caso potremmo chiamare pastorale o missionaria. Spesso corriamo il rischio di pensare che, poiché annunciamo la Verità, tutti dovrebbero ascoltarci. Ma non è così. Nelle reti non ci sono argomenti del genere” ha evidenziato, spiegando le tre azioni necessarie per questa conversione: Ascoltare, cioè “ascolto sociale” per sapere quali sono gli argomenti più ricercati, più condivisi nella rete; Uscire per incontrare, cioè, intercettare nel cammino della vita le persone che hanno bisogno di qualcuno che parli loro di Dio; Accompagnare, riferito al tempo che dedichiamo alle persone.
Riferendosi all’enciclica missionaria “Redemptoris Missio”, ha evidenziato: “È davvero curioso, quasi profetico, che il passaggio più importante e luminoso dell’intero magistero pontificio sulla comunicazione nelle reti sia stato espresso in questa enciclica” dove si afferma: “Il lavoro in questi media, non è solo allo scopo di moltiplicare l’annuncio … Non è sufficiente, quindi, usarli per diffondere il messaggio cristiano e il Magistero della Chiesa, ma piuttosto integrare il messaggio stesso in questa ‘nuova cultura’ creata dalla comunicazione moderna.” Ricordando che “Benedetto XVI ha vissuto questa eredità in modo coerente”, ha sottolineato come Papa Francesco abbia chiesto alla Chiesa, in numerose occasioni, “di essere compagna nel cammino della vita delle persone che raggiunge attraverso i propri mezzi di comunicazione”.
Infine il dottor Colina ha ricordato che, in passato, le Pontificie Opere Missionarie sono state un esempio di come è possibile utilizzare la comunicazione per risvegliare l’impegno missionario, citando come esempi le lettere di Pauline Jaricot, le prime testimonianze audiovisive realizzate dai missionari o le riviste missionarie. Ma “la rivoluzione digitale di cui siamo stati testimoni negli ultimi decenni sembra aver colto tutti noi di sorpresa. Abbiamo continuato a fare affidamento sui mezzi tradizionali di sensibilizzazione e raccolta fondi. Forse siamo rimasti fuori dalla rivoluzione digitale. In questo senso, si può dire senza tema di smentita, che le Pontificie Opere Missionarie sono in un momento storico: avranno la creatività pastorale di rinnovarsi nell’era digitale? Permetteranno che Dio e la missione rimangano rilevanti nella vita di milioni di persone?”

Fonte: fides.org

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