Lasalliani. La scelta incompiuta, analizzata da Fratel Donato Petti

“Il monopolio statale dell’istruzione è negazione di libertà: unicamente la libertà di scelta educativa garantisce alle famiglie il diritto-dovere dell’educazione dei propri figli, sia sul piano dell’indirizzo culturale e dei valori che sul piano della qualità dell’insegnamento”. A sottolinearlo nel suo nuovo libro “Liberi di educare in Italia come in Europa” è Fratel Donato Petti, direttore del trimestrale “Rivista Lasalliana”, già presidente delle scuole Cattoliche della Fidae Campania, direttore dell’Istituto paritario Villa Flaminia di Roma, attualmente impegnato nella formazione dei docenti, che spiega: “Abbiamo vissuto, nel bene e nel male l’eredità della riforma gentiliana, il periodo esaltante dell’istruzione per tutti, le denunce e gli stimoli della contestazione. Oggi dobbiamo affrontare le opportunità formative della rivoluzione digitale” e a sostegno della libertà educativa cita Luigi Berlinguer, al quale è legata la Legge 62/2000, in cui si definisce il passaggio dalla “Scuola di Stato” al “Sistema nazionale d’istruzione” costituito dalla “Scuola pubblica statale” e dalla “Scuola pubblica paritaria”: “È tempo di chiudere questo conflitto del Novecento: scuole statali contro private. Non esiste, non è più tra noi, ci ha fatto perdere tempo e risorse” . “Solo che – aggiunge Dario Antiseri nella prefazione – dichiarare giuridicamente uguali scuola statale e scuola paritaria, finanziando solo la prima e lasciando morire d’inedia la seconda, è un ulteriore inganno perpetrato da una politica cieca e irresponsabile”.

Nel volume, di Armando Editore, sono affrontate raccolte e sistematizzate 55 questioni tra diritto, filosofia e scienze sociali: dalla famiglia titolare dell’educazione dei figli, alla libertà di educazione e il diritto internazionale, alla libertà educativa nella Costituzione della Repubblica Italiana. Ancora la legge sulla parità scolastica, il sistema monopolistico dell’istruzione in Italia, statalismo e pluralismo educativo. Uno sguardo all’Europa e al finanziamento pubblico dell’istruzione non statale, il sistema scolastico pubblico integrato e, in conclusione, il futuro delle scuole paritarie.

“Le grandi centrali formative, dalla famiglia alla scuola, dal mondo laico a quello religioso, in questo campo, soffrono oggi difficoltà di respiro” spiega Petti. “Incombe una ridotta capacità di visione; stagna sulla società attuale un’atmosfera nebbiosa che affanna il respiro e offusca lo sguardo. E’ fondamentale il rapporto tra famiglia e scuola, presupposto per un’educazione vera. La famiglia, spesso smarrita di fronte alle nuove sfide della società e meno attrezzata ad assumersi vere responsabilità educative, chiede sempre di più alla scuola, demandando ad essa in termini sia quantitativi sia qualitativi. La scuola svolge così, pur senza averne spesso i mezzi adeguati, un ruolo di supplenza e di sostegno nei confronti della famiglia, in una sorta di vera sussidiarietà. Per questo è necessario che la famiglia si riappropri del diritto-dovere della libertà di scelta educativadei propri figli. Lo Stato, da parte sua, non può che incoraggiare e favorire tale assunzione di responsabilità”.

Le pagine sono affidate in particolare alle famiglie e agli operatori della scuola, “perché il principio della libertà di scelta educativa sia conosciuto, dibattuto e attuato senza pregiudizi, come in Europa anche in Italia”. Un lavoro offerto “a quanti hanno a cuore il futuro delle nuove generazioni” perché l’educazione è “illuminazione della vita”.

Fonte: lasalle.org

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