• 91ma Assemblea semestrale e generale USG

Economia a servizio del carisma e della missione. Presentazione degli orientamenti sull’economia per la vita consacrata

“L’economia, come indica la stessa parola, dovrebbe essere l’arte di raggiungere un’adeguata amministrazione della casa comune, che è il mondo intero” (EG 206)

Come ormai è d’abitudine, la Congregazione per la Vita consacrata e le Società di vita apostolica, organizzano degli incontri aperti per presentare i loro documenti, linee orientative o lettere che indirizzano a tutti gli Istituti di vita consacrata.

All’Antonianum il 6 marzo è stato presentato l’ultimo documento “Economia a servizio del carisma e della missione”, già disponibile in italiano e spagnolo. In arrivo inglese e francese.
A presentare il documento e a condividere origine e prospettive sono stati:

S. Em.za Joao Braz Card. de Aviz, S. Ecc.za Mons. Jose Rodiguez Carballo, Sebastiano Paciolla, Pierluigi Nava e il Prof. Andrea Perrone dell’Università Cattolica di Milano. Per la prima volta il Dicastero si è avvalso del contributo professionale dell’Università per la redazione degli orientamenti su un tema molto delicato come l’economia.

Ascolta intervento di Sebastiano Paciolla

È un tempo difficile e parlare di economia è necessario. Papa Francesco sollecita i consacrati ad affrontare questo tema tenendo presenti due criteri importanti: la professionalità e i valori evangelici.

È necessario essere persone competenti per gestire in modo accurato l’economia di un Istituto. Se necessario è bene avvalersi di consulenti laici esterni, ma devono conoscere il mondo dei consacrati, per poterci accompagnare coerentemente con i nostri valori. L’economia non può essere una delega in bianco all’economa generale o a un piccolo gruppo: deve essere responsabilità dell’Istituto nella sua interezza, per garantire trasparenza e sostenibilità.

Ascolta intervento di Pierluigi Nava 

La formazione dei laici che lavorano con noi è fondamentale; come l’impegno formativo alla gestione economica di tutte le sorelle.
Il documento si rivolge a tutti gli Istituti, sia a quelli che stanno affrontando difficoltà nella gestione dei beni, sia a coloro che vogliono riflettere e discernere un uso sempre più evangelico delle risorse. Non si ferma ad analizzare i problemi, ma offre anche delle prospettive e delle piste operative.
È incredibile notare come, anche nelle situazioni più difficili, la creatività della carità sappia sostenere e aiutare il carisma e la missione. Si invita a leggere la crisi con discernimento e capacità progettuale.
Questo documento arriva dopo la lettera sulla gestione dei beni ecclesiastici dello stesso dicastero, e due incontri internazionali di economi, svolti a Roma.

Ascolta intervento di Andrea Perrone

Quali i criteri di discernimento sono proposti dal documento per la gestione dei beni economici?

1. Fedeltà a Dio e ai fratelli
2. Fedeltà al carisma
3. Povertà
4. Ecclesiasticità
5. Sostenibilità
6. Capacità di rendere conto

Gli istituti non sono delle imprese, pertanto la gestione finanziaria deve saper generare situazioni di giustizia e solidarietà. Va superato il concetto di funzionalità e redditività, staccato dalla visione carismatica. L’economia al servizio dell’uomo nella sua integralità.
Il denaro deve servire e non governare. L’economia a servizio del carisma e della missione, e non il contrario.
Molti Istituti non hanno un piano o delle procedure per la gestione dei beni. Può essere d’aiuto istituire della commissioni ad hoc per accompagnare le scelte economiche, rafforzando la collaborazione e la formazione dell’econome locali.

“Economia a servizio del carisma e della missione” non è un documento definitivo, ma ci può aiutare a camminare in questo ambito.

“Gli Orientamenti sottolineano la necessità di acquisire una mentalità progettuale e sollecitano ad «assumere innanzitutto una metodologia e degli strumenti per anticipare, delineare e guidare il cambiamento e la crescita nell’operare quotidiano, per offrire alle persone, alle comunità e alle opere la capacità di guardare oltre, di interpretare il mondo e le esigenze attuali». Alle luce del piano carismatico le decisioni operative circa i beni potranno essere assunte dal Superiore Generale con il suo Consiglio all’interno di un quadro di riferimento condiviso e, ragionevolmente, al di fuori da una logica emergenziale e lontani da scelte autoreferenziali.” Monsignor Carballo

Il documento è impregnato dal magistero plurale di Papa Francesco e dei principi della Dottrina sociale della Chiesa.

Fonte: internationalunionsuperiorsgeneral.org

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