• Maggio 2019

Senza i giovani, comunità senza futuro

“Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo” è il tema del Simposio europeo sui giovani promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE) in collaborazione con la Conferenza Episcopale Spagnola e l’Arcidiocesi di Barcellona e svoltosi a Barcellona dal 28 al 31 marzo 2017.

Si sono radunati insieme 257 partecipanti tra vescovi, responsabili per la pastorale giovanile, scolastica, universitaria, vocazionale e della catechesi delle Conferenze episcopali in Europa per confrontarsi e discutere sul tema dell’accompagnamento dei giovani.
Presenti i delegati della Famiglia Salesiana di varie parti del mondo: mons. Joaquim Mendes, SDB, vescovo ausiliare di Lisbona; don Rossano Sala, SDB, Delegato della Santa Sede; don Marcelo Farfán, SDB, Coordinatore delle Istituzioni Salesiane di Educazione Superiore (IUS); don Jacky Doyen, SDB, Responsabile nazionale della Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale della Turchia; don Michał Wocial, SDB, Vicepresidente della Commissione della Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale dell’Ucraina della Chiesa latina; don Radek Gottwald, SDB, Responsabile nazionale della Pastorale Giovanile della Repubblica Ceca; suor Anna Zainchkovska, FMA, Segretaria della Commissione di Pastorale Giovanile della Conferenza Episcopale dell’Ucraina della Chiesa latina e una VDB.

«I giovani siano portatori convinti della gioia del Vangelo in tutti gli ambiti». Questo l’incoraggiamento rivolto da Papa Francesco a tutti i partecipanti al Simposio europeo sui giovani. Possa essere un’occasione di «riflessione sulle sfide dell’evangelizzazione e sull’accompagnamento dei giovani» affinché, «mediante il dialogo e l’incontro, e come membra vive della famiglia di Cristo», le nuove generazioni possano annunciare il Vangelo in ogni ambito della vita.

I lavori si sono susseguiti attraverso un percorso in 3 tappe che, partendo dai giovani e da una riflessione sulle sfide dell’accompagnamento alla luce dell’attuale contesto socio-culturale europeo si è concluso sulla figura dell’accompagnatore stesso, la sua formazione, le sue esigenze. Queste tre tappe sono state approfondite attraverso lo scambio tra i partecipanti di “buone pratiche” e una presentazione-visita alla Sagrada Família, come esempio di annuncio del Vangelo e di accompagnamento delle persone attraverso l’arte e l’architettura.

I giovani? Non sono «una delle cose importanti» ma «la» cosa importante per la comunità cristiana, perché senza di loro «non esisterà una Chiesa nel futuro» è stato l’appello di Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo. Secondo il presule «la Chiesa ha il dovere di studiare le diverse culture giovanili per capire cosa esse esprimono ». Si tratta insomma di «andare là dove sono i giovani», che oggi sono spesso dei «nowhere people», «persone senza un dove, senza una direzione», come li ha definiti il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster e vice presidente del Ccee.

E il grande quesito sul tavolo del Simposio riguarda proprio le strade da percorrere oggi per raggiungere i giovani. Una rimane ancora quella che la Chiesa ha intrapreso nel 1984, con l’avvio delle Giornate mondiali della gioventù, come testimoniato da don Joao Chagas, responsabile della sezione giovani del Dicastero per laici, famiglia e vita. Il sacerdote brasiliano, infatti, ha raccontato la sua esperienza di accompagnatore dei giovani pellegrini alle Gmg: «Condividere con loro anche le difficoltà e i sacrifici richiesti da una Gmg mi ha permesso di stare accanto al cuore dei ragazzi, che proprio in questi frangenti si sono sentiti liberi di confidarsi». Nell’aula magna del Seminario di Barcellona si è dato spazio poi alle voci dei giovani e alle loro storie di vita, segnate spesso da profonde sofferenze interiori. Carlota Cumella, giovane spagnola di 20 anni, ha raccontato che grazie all’esperienza della Gmg di Madrid e all’accompagnamento di un prete che ha saputo condividere le sue angosce, ha superato il proprio «odio verso Dio» e ha scoperto «il volto amorevole del Signore». Altrettanto toccante la storia della giovane albanese Jona Dracini, studentessa di medicina, cresciuta in una famiglia musulmana che un anno fa ha ricevuto il Battesimo.

I giovani di oggi – ha sottolineato il cardinale arcivescovo di Valencia, Antonio Cañizares Llovera,– “devono scoprire che vale la pena essere Chiesa. Devono percepire che li amiamo e abbiamo fiducia in loro, devono sentirsi i benvenuti, sapere che la Chiesa li vuole, li accoglie, ha fiducia in loro, crede che i giovani possano costruire il mondo del nuovo millennio. Devono sentire che sono la speranza del mondo e della Chiesa”.

L’arcivescovo di Genova, il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente del CCEE, nell’ultimo giorno si è soffermato sulla figura dell’educatore e sulla sua missione educativa nel contesto attuale, caratterizzato da una “cultura del nulla”: «L’educatore cristiano deve innanzitutto rivolgere lo sguardo a Gesù, vero e unico maestro. Se la cultura contemporanea “sembra non aver nulla da dire ai giovani, nulla di significativo che scaldi il cuore e riempia la vita”, nella persona di Gesù “risplendono tutte le virtù umane in forma eminente, risplende la piena umanità dell’uomo, quell’umanità che la nostra epoca rischia di non più riconoscere riducendo la persona ad una forma liquida». E ha concluso: «Alle giovani generazioni guardiamo con grande simpatia e fiducia; a loro toccherà essere i nuovi evangelizzatori, convinti che evangelizzare oggi significa insegnare agli uomini l’arte di vivere! Il nostro è un tempo meravigliosamente arduo, è l’ora che la Provvidenza ci ha dato, abbracciamola con fiducia e amore (…). Sì, lo vogliamo vivere bene cominciando a cambiare noi stessi e aiutandoci gli uni gli altri».

Dopo il documento preparatorio “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” e in attesa della diffusione del questionario del Sinodo dei Vescovi (Santa Sede) indirizzato ai giovani di tutto il mondo, il Simposio europeo ha rappresentato una tappa significativa del cammino che porterà la Chiesa a celebrare nell’ottobre 2018 un Sinodo su “giovani e vocazioni”.
I lavori di Barcellona saranno portati direttamente al Sinodo e serviranno da base per la riflessione della prossima assemblea plenaria del CCEE (Minsk, 28 settembre – 1 ottobre 2017) incentrata sui giovani, attraverso la quale il CCEE intende offrire ai padri sinodali un suo specifico contributo.

Fonte: cgfmanet.org

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